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In un quadro economico in continua e rapida mutazione, a
causa di un mercato sempre più globalizzato, con una spinta caratterizzazione
finanziaria, la prospettiva di sviluppo del lavoro e quindi della persona
assume sempre di più i negativi aspetti della precarietà e dell’incertezza. Lo Stato è sempre più incapace a dettare
regole alle imprese transazionali, la politica deve uscire da questa influenza
e riassumere il ruolo di guida e programmazione economica e sociale nel
territorio.Piombino soffre questa nuova dimensione economica, è necessario governare
con tutti mezzi la crisi della siderurgia, che è ancora il nostro settore
economico primario, cercando di salvaguardare il lavoro, mantenendo una
dignitosa equità nel rapporto con la fabbrica, che con fatica quest’
amministrazione si è guadagnata, con l’obbiettivo di portare sul campo progetti
industriali concreti, moderni e rispettosi dell’ambiente.In questo contesto insistono economie strategiche da perseguire con
intensità crescente, come le politiche energetiche alternative, la sanità, le
infrastrutture, la nautica, la piccola e media impresa, che necessitano di una
programmazione integrata, non necessariamente parcellizzata, attraverso
l’applicazione delle forme di sviluppo sostenibile, equilibrio fra
l’indispensabile economia, il rispetto dell’ambiente, e l’equità sociale. Ogni territorio ha peculiarità
proprie, quelle del comune di Piombino
sono tante, ma quella che lo caratterizza veramente e lo fa primeggiare
nell’Arcipelago Toscano è la risorsa del mare. Il territorio del comune di
Piombino per la sua morfologia e la sua collocazione geografica ha sempre
rappresentato un sito strategico per le vie dell’acqua, la stessa industria è
sopravvissuta fino ad oggi per questo motivo , ed è per questo che le vere
alternative vanno ricercate nel mare, attraverso lo sviluppo del porto, della
nautica da diporto, e tutta la sua filiera, ma anche e principalmente nelle
attrezzature per la pesca e nella commercializzazione e conservazione del
pescato. Quindi una sinergia fra interessi
pubblici e privati, nella tutela del patrimonio paesaggistico e culturale per
una produzione di consumo che tuteli la salvaguardia dell’ambiente per le
generazioni future. Il lavoro già intrapreso, che
deve proseguire spedito e se necessario ripensato e migliorato, è di rendere i
nostri ambiti urbani ordinati, vivibili e fruibili, preservando qualità e
quantità del patrimonio, permettendo alle future generazioni di poter
proseguire nella strada dello sviluppo sostenibile, potendo scegliere dove
voler vivere, in modo che questo territorio possa assumere sempre di più la
caratteristica di un territorio giovane, popolato prevalentemente da giovani. Un percorso che necessita di coraggio e di
profonda concertazione a tutti i livelli, è importante porsi in un ottica di
scelte, attraverso quella mentalità riformista, critica e aperta che questo
partito si è prefisso di avere come modello di riconoscimento. Riccardo Gelichi |