LA PROVVIDENZA ONLUS |
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| L’Associazione La Provvidenza nata ad Arezzo nel1994
apre nel 1998 a Piombino una sede operativa con volontari di estrazione
cattolica che si mettono al servizio di persone in stato di bisogno,
secondo i principi propri della Chiesa Cattolica e alle quali cerca di
dare una risposta positiva svolgendo attività di assistenza sociale e
formazione umana A Piombino inizia la sua attività nel campo della disabilità e si adopera aiutando direttamente i giovani e ragazzi con le loro famiglie, cercando di condividerne i problemi e aiutandoli a risolverli in un rapporto di reciproca collaborazione, per favorirne l’integrazione totale nella società, cercando di promuovere iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica in collaborazione con le istituzioni, le varie organizzazioni e associazioni dei territorio, dall’ottobre 2006 nasce come associazione autonoma e dal 7/08/2007 è iscritta al RRTV sez.ne prov. di Livorno. L’associazione si fa carico di organizzare il tempo libero di persone con handicap intellettivo e fisico. Nei pomeriggi dei giorni infrasettimanali, utilizzando la sede, si svolgono lezioni di canto corale guidato da un maestro di canto e attività manuali che sono finalizzate all’acquisizione di abilità oculo-manuali, in una palestra comunale si svolge danza terapia seguita da una musico - terapeuta. Ogni anno a fine stagione viene sempre organizzato un saggio aperto alla cittadinanza insieme a strutture della nostra zone ed altre associazioni culturali al fine di promuovere l’integrazione Ha partecipato per due volte nel 2003 e nel 2006 al Festival Estivo della Canzone a Piombino Il sabato si organizzano escursioni per conoscere: le bellezze del territorio a passeggio o in bicicletta (attrezzate per i disabili fisici), uscite per il piacere di farci una pizza con gli amici, vedere un bel film, qualche ora nei vicini parchi, quattro passi tra gli stands delle nostre sagre paesane. Durante i mesi estivi viene organizzato un soggiorno di 8 gg. in strutture attrezzate per l’autogestione con l’intento di stimolare i disabili alla vita comunitaria e all’autosufficienza. Da nove anni a fine maggio organizza nel parco della Sterpaia “La settimana della Pedalata” rivolto a persone disabili della provincia di Livorno Lo scopo della manifestazione è far trascorrere alcune ore in un clima di socializzazione attiva, questo tempo trascorso insieme in bicicletta fa nascere una forte carica di positività, perché tutti, anche coloro che incontrano normalmente difficoltà motorie, grazie alle ruote aggiunte o ai tricicli, sono stati in grado di fare il percorso degli amici più abili. Imparare ad usare la bicicletta vuol dire, per chi non sa’ ancora farlo, un aumento indicibile di autostima, una gratificazione forte che si rinnova ad ogni nuovo incontro quando la durata della pedalata man mano si allunga. Nel 2008 le persone diversamente abili presenti sono state 78 più 68 operatori e volontari facenti parte delle seguenti organizzazioni: Centro Nuvole e Colori di San Vincenzo CST di Venturina, CARSAL di Piombino CSM L’Ancora, Fondazione Luigi Scotti di Livorno, Ass.ne Spazio H di Venturina e Ass.ne La Provvidenza con i “Ragazzi dell’Arcobaleno”. L’attività innovativa per il 2008 è stato l’acquisto di un rimorchio furgonato, per il ricovero ed il trasporto delle biciclette, e l’acquisto di un nuovo parco bici per un totale di 24 (alcune attrezzate per l’utilizzo da parte di persone disabili nr 3 a tre ruote altre nr 6 a 4 ruote ), secondo il ns. progetto Pedaliamo insieme realizzato con il contributo del CESVOT e con altre associazioni. Il rimorchio ci permetterà sistemato di volta in volta in un’area attrezzata l’esplorazione della natura all’interno di uno dei parchi della Val di Cornia, e data la sua mobilità sarà facile spostarlo ogni qualvolta sia necessario recarsi in altra zona. Ha organizzato con il Ce.S.Vo.T. tre corsi per volontari nel campo della disabilità: “Il Tempo Libero come momento terapeutico per il disabile” nel 2002 “Il disabile e il suo domani” nel 2004 “Tecniche di Massaggio modi di rilassamento persone disabili”. nel 2006 Compito dei nostri volontari è aiutarli a raggiungere autonomia e consapevolezza delle proprie capacità attraverso molteplici, continue esperienze. I laboratori sono frequentati da tutti, senza nessuna esclusione, perché per loro valgono le regole di qualsiasi gruppo: il più capace fa da maestro all’incerto, “guardando si impara”, l’errore corretto oggi insegna la strada domani. Tutte le iniziative che l’associazione ha intrapreso sono state concordate con le famiglie a cui è sempre stata prestata la massima attenzione. Questo stretto rapporto ci ha permesso di individuare, nel trascorrere degli anni, le nuove esigenze dei ragazzi, ma anche dei genitori. Dall’ascolto dei loro problemi è emerso sempre più insistentemente l’interrogativo di quale potrà essere il futuro dei diversamente abili psichici quando non avranno più accanto a loro figure parentali in grado di sostenerli. Nasce così il sogno dell’associazione realizzare una casa famiglia per il “Durante e dopo di NOI”. Le discussioni iniziali hanno lasciato il posto ad una ricognizione tra le normative e le esperienze già in atto nella nostra regione. Ben presto ci è stato chiaro che non sarebbe stato un lavoro da poco, che le difficoltà sarebbero state tante specie se il nostro gruppo rimaneva sconosciuto al di là della Val di Cornia. Una Casa Famiglia è un obiettivo importante, non bastava aver reso i nostri ragazzi visibili, reali, nel loro territorio. Senza accorgercene li avevamo anche noi chiusi in uno scampolo di società che pure ha imparato ad amarli e apprezzarli. Il sogno poteva diventare realtà, sono iniziate così diverse iniziative per renderlo fattibile. Ha organizzato nel nov. 2006 presso l’hotel Phalesia a Piombino un convegno, patrocinato dalla Provincia e dal Comune, sul tema “il cammino verso l’autonomia delle persone disabili” che ha coinvolto oratori della Scuola Superiore SantAnna di Pisa docenti dell’università di Firenze e l’assessore Gianni Salvaton delle politiche sociali della Regione Toscana. Ha pubblicato neI 2006 un libro fotografico “I ragazzi dell’ARCOBALENO” dell’autore Pino Bertelli sotto l’alto Patrocinio del Presidente della Repubblica dove si parla attraverso le immagini dell’amore tra persone con disabilità e volontari nel loro vissuto quotidiano di socializzazione con il mondo esterno. A maggio nel 2007 ha organizzato una mostra di opere pittoriche, di prosa e musica a conclusione di un concorso biennale “L’arte, un Cuore che Pulsa” con le coop Cuore e Nuova Proposta in ambito regionale rivolto a persone con disabilità psico-fisica; sono state presentate 93 opere da tutta la Toscana. Ha partecipato a vari bandi per ottenere i finanziamenti necessari per l’apertura di una Casa Famiglia che è divenuta una realtà. Il 13 marzo 2008 è stata inaugurata e dall’ottobre 2008 ne è iniziata la gestione con la cooperazione della coop Cuore su convenzione con l’Azienda USL6 Val di Cornia. Titolo progetto: OLTRE IL “NOI <>LORO” “ PER FARE COMUNITA’ (2008) Obiettivo di settore: Il primo momento di un processo di inclusione nella vita sociale si realizza nell’accoglienza, ma una comunità accogliente non può limitarsi ad allargare le braccia prendendo unicamente atto di una situazione. Deve essere contemporaneamente, subito, capace di sollecitazione ad non adagiarsi su obiettivi minimi di comodo. Nell’anno 2007 accogliendo le persone diversamente abili durante le ore libere dalle attività scolastiche, dai centri diurni e dagli inserimenti socio lavorativi ci proponiamo, facendo leva sul valore di appartenenza che si è sviluppato nei nostri giovani, di incrementare l’identità comunitaria del gruppo attraverso connotazioni già presenti perché acquisite nel corso degli anni: comunità collegiale comunità di apprendimento comunità inclusiva comunità di ricerca Senza confusione di ruoli, gli aspetti educativi del progetto OLTRE IL “NOI < > LORO” PER FARE COMUNITA’ toccano la responsabilità di tutti: genitori, volontari, esperti, utenti, per la convinzione che la cooperazione rende più facile il raggiungimento di uno scopo condiviso e ben sapendo che la cooperazione non chiede di fare tutti le stesse cose, ma di agire con coerenza all’interno dei diversi contesti. 1.8 Obiettivi del progetto 1.8 Obiettivi del progetto I volontari, gli operatori — specialisti, in coordinamento con i famigliari si ripromettono di organizzare opportunità educative che permettano agli utenti di: 1. acquisire e/o consolidare l’autostima e l’autonomia 2. acquisire e/o consolidare capacità di comunicare (difficoltà, emozioni, bisogni, desideri, ecc.); 3. saper esprimere le proprie potenzialità (senso del ritmo, memoria, gusto del colore, capacità manuali, trasposizione della realtà in espressioni fantastiche, ecc.); 4. consolidare la fiducia nel gruppo per acquisire rapporti di stima, di affetto, di amicizia; 5. saper trovare fuori dal gruppo momenti di autodisciplina, autocontrollo, gratificazione, divertimento; 6. far propri i momenti di vita comunitaria nelle attività fuori sede per arricchire i centri di interesse e la comunicazione; 7. saper esprimersi e presentarsi a persone esterne al gruppo; 8. avviare, grazie ai campi estivi e alte gite brevi (con o senza pernottamento), un graduale cammino di vita in ambiente strutturato come Casa famiglia — auto gestita. 9. favorire, attraverso le terapia di gruppo per le famiglie degli utenti, con l’ausilio di una psicologa, il superamento di stress, dei conflitti interni personali, di coppia o interpersonali; 10. sviluppare la condivisione, con le famiglie, dell’impegno educativo. 1.9 Risultati attesi ( qualitativi e quantitativi) Il percorso personalizzato, che verrà predisposto per ogni ragazzo, attraverso molteplici attività, si propone di sviluppare: potenziamento delle capacità (concentrazione, espressione verbale e mimica, manipolazione); miglioramento dell’autonomia; miglioramento dell’autostima; capacità di provvedere alla propria igiene e al soddisfacimento dei bisogni primari in modo autonomo; e congiuntamente di assicurare al gruppo: il rispetto delle regole del gruppo; la capacità di comunicare il proprio io agli altri; l’auto aiuto durante attività particolarmente impegnative. Grazie alla cooperazione prevista tra i vari soggetti coinvolti nel progetto, miriamo inoltre a raggiungere: la condivisione delle varie problematiche; il superamento della patologia della solitudine comune tra le famiglie; la presa di coscienza dell’autonomia acquisita dal figlio. 1.10 Principali attività previste Il tema conduttore delle attività dell’anno 2008 – 2009 sarà l’attività circense dal titolo “Il Circo: rimettiamoci in gioco …giocando!” Intraprendenti, creativi, festosi, divertiti e divertenti, i protagonisti del circo riescono a creare un’allegria contagiosa ed a fare appassionare tutti al loro universo magico. Lo abbiamo sperimentato nel corso degli anni, attraverso le numerose attività legate allo sviluppo di determinate abilità e capacità proprie dì tutte le persone diversamente abili. Infatti i progetti di circo per bambini, ragazzi e per le persone con disabilità, rappresentano una proposta di pedagogia culturale che da qualche anno si sta diffondendo ed affermando in tutta Europa e, più di recente, anche in Italia e che, per la loro valenza educativa, dovrebbero entrare a pieno titolo nella formazione delle giovani generazioni ed essere utilizzati per l’ampliamento delle capacità delle persone con handicap. I punti che sono alla base del valore pedagogico di questo progetto sono: • Gioco ed apprendimento attivo: il circo è gioco in movimento ed attraverso il movimento i diversabili conoscono meglio se stessi e gli altri, sviluppando i propri potenziali. • Responsabilità e socievolezza: il lavoro del circo chiede ad ognuno una grande responsabilità verso se stesso, verso gli altri e verso gli attrezzi che vengono usati. • Tolleranza e sensibilità: il circo ci rende sensibile alle nostre esigenze ed a quelle degli altri. L’esperienza di un circo fa in modo che tutti vengano accettati e che ciò che viene ritenuto un difetto diventa una qualità. • Crescere sui propri errori: il circo aiuta a decondizionare le sovrastrutture in cui esiste l’errore dal momento che dall’errore nasce sempre il superamento di molte difficoltà. • Comunicazione e creatività: in queste attività la comunicazione diventa universale e le idee dei nostri ragazzi disabili vengano rispettate perché essi devono vivere ruoli diversi dal solito, devono inventare il numero e non devono essere gli insegnanti e dirigerli. • Applicazione e concentrazione: il circo richiede e favorisce un’applicazione ed una concentrazione continua. Attraverso le arte circensi le persone disabili imparano meglio ad usare li cervello, ma anche a rilassarsi nei momenti di stress. Gli effetti positivi di tutto questo facilitano anche l’apprendimento di contenuti e tecniche tradizionali. Particolare evidenza si darà, infine, allo studio della figura del Clown che rappresenta la strada delle emozioni. Egli si occupa di tutto, cerca di essere tutto per avvicinarsi a tutti, vive della presenza degli altri e si nutre dell’emozione del mondo; affronta la vita attraverso un percorso parallelo, guardando le cose da angolazioni non considerate da nessuno e questo è il segreto della sua magia. lI percorso di avvicinamento al clown dà la possibilità agli educatori volontari di esplorare mondi e metodi differenti: esercizi sull’emozione si abbinano a quelli d’ascolto sul gruppo e con facilità si può passare al lavoro sullo stravolgimento della realtà, perché il clown è tutto questo ed anche oltre. In queste situazioni i disabili hanno la possibilità per una volta di non essere costretti a stare in silenzio ad ascoltare, per poi eseguire i compiti giusti ma di alzarsi e di parlare per fare la cosa sbagliata. Attraverso l’ideazione e la realizzazione di momenti spettacolari, infine, ogni partecipante sarà motivato a dare il meglio di sé nella partecipazione ad un progetto comune. Ci si attiverà affinché i ragazzi possano insegnare a giocolare ai loro genitori, in modo da riuscire a prevedere un loro coinvolgimento nello spettacolo che sarà messo a punto per la festa finale annuale e una sotto un vero tendone da circo che coinciderà con la fine del progetto. Attività di laboratorio Le attività di laboratorio saranno così espresse: o Approccio alla giocoleria attraverso giochi ed esercizi di coordinazione atti a far acquisire la tecnica di base o Giochi ed esercizi per la coordinazione di tutto il corpo o Consolidamento delle tecniche di giocoleria ed applicazione delle stessa ad attrezzi diversificati o Allenamento ai giochi, attraverso lo studio di schede predisposte ed incrementato dalla fantasia personale o Visione di fumati contenenti i movimenti e gli esercizi più complessi o Comprensione del movimento, messa in atto della tecnica ed utilizzo di strumenti che sfruttano la forza centrifuga o Creazione di movimenti personali o Primi elementi di acrobatica o Presa di fiducia nel compagno e costruzione di figure di gruppo o Giochi di equilibrismo o Espressione corporea o Sceneggiatura su canzoni e/o brani attinenti al circo (Musical) o Assistere a spettacoli circensi per rafforzare l’attenzione, stimolare centri di interesse e favorire emozioni positive Obiettivi perseguiti: Studi pedagogici recenti in merito ai risultati ottenuti, anche in ambienti scolastici, da chi pratica giocoleria dimostrano che: - offre un valido apporto migliorativo nei problemi di disgrafia e dislessia - limita il fenomeno della solitudine - sviluppa la capacità di aggregazione e comunicazione - canalizza eventuali aggressività - avvicina i disabili ai volontari e operatori del settore ed a tutto il mondo adulto. In riferimento ai programmi di stimolo verso le persone con difficoltà questo progetto permetterà di sviluppare le competenze: • nell’area individuale (concentrazione, creatività, equilibrio interiore, autostima, disciplina, costanza, interesse, indipendenza, motivazione, comprensione) • nell’area sociale (cooperazione, contatto, comunicazione, rispetto reciproco, responsabilità, integrazione, assistenza) • nelle discipline cognitive, fisiche e mentali (comprensione di tecniche e contenuti, ingegno, applicazione, interesse). L’attività circense andrà quindi a realizzarsi nelle seguenti attività settimanali secondo gli obiettivi nostri classici. 1. DANZA TERAPIA Obiettivi: 1. Accrescere le conoscenze e le potenzialità dei vari segmenti del corpo 2. Percepire il proprio corpo con attenzione all’equilibrio, all’orientamento, 3. Sviluppare capacità di auto-rilassamento attraverso la pratica del massaggio. 4. Sviluppare le proprie capacità ritmiche e musicali. 5. Entrare in contatto con se stessi e con gli altri attraverso la musica ed il movimento. 6. Superare il rapporto assistito volontario a favore della collaborazione tra diversamente abili a seguito dell’autonomia ed autosufficienza acquisita con il mutuo-aiuto. 7 Cimentarsi in esercizi circensi; 8 Approfondire l’aspetto clownistico dell’accettarsi e del comprendere l’emozione dell’altro. Le abilità acquisite durante gli incontri settimanali avranno modo di essere verificate nei vari spettacoli che saranno realizzati nel corso dell’anno sociale. In quelle occasioni volontari e utenti daranno spazio ad interventi occasionali da parte del pubblico presente per favorire la condivisione del pathos scaturito dalla drammatizzazione. 2. CANTO - CORALE Obiettivi: 1- saper usare la voce come mezzo di comunicazione e unificazione del gruppo, esprimendo emozioni e ricordi; 2- riuscire a manifestare da solo le proprie capacità per riceverne gratificazione personale; 3- sviluppare capacità di memorizzazione mediante l’apprendimento di testi di canzoni; 4- uso graduale di piccoli strumenti a percussione per sviluppare coordinazione e ritmo; 5- rispettare regole di silenzio e compostezza di gruppo nei momenti di ascolto dell’insegnamento da parte dell’esperto e/o di canto degli amici. 6 Ricerca ed interpretazione di canzoni del circo. La partecipazione al saggio finale e a manifestazioni pubbliche favorirà il rafforzamento dell’auto stima e del senso di appartenenza ad un gruppo allargato ( coro spettatori ) facendo sentire ogni ragazzo coinvolto nelle emozioni suggerite dall’evento. 3. DRAMMATIZZAZIONE Obiettivi: 1- Saper cogliere, dai ricordi, da racconti, dalle storie di tutti i giorni, ma anche dal repertorio televisivo e letterario, la possibilità di essere soggetto attivo nel produrre e comunicare forme di rappresentazione vocale e personale. 2- Saper usare la gestualità come forma di comunicazione delle proprie emozioni. 3- Acquisire sicurezza nel contesto delle esercitazioni dove sono presenti come soggetti attivi con i volontari. 4- Esercitare la memoria, rafforzare le capacità di lettura e di espressione gestuale. 5 Giochi ed esercizi per la coordinazione di tutto il corpo Questa attività confluirà nell’unico contesto espressivo delle rappresentazioni che verranno realizzate nell’anno in corso e dei seguenti. Per lo scopo di coinvolgere sempre più soggetti in questo progetto che mira alla partecipazione e all’inclusione nella vita sociale, chiederemo la collaborazione anche di altre strutture sia pubbliche che private. 4. GRAFICO MANUALE Obiettivi: 1- saper scoprire i propri interessi e capacità personali; 2- saper proporre insieme ai volontari ed agli esperti, attività realizzabili per l’intero gruppo, per esercitare la coordinazione oculo — manuale e favorire la collaborazione tra tutti i partecipanti; 3- scoprire il gusto e il piacere di costruire qualcosa con le proprie mani; 4- sapersi rapportare ai volontari con richiesta di aiuto nei momenti di difficoltà. 5 realizzare scenografie del circo 6 costruire attrezzi per le attività circensi 7- acquisire capacità di manipolazione in semplici esercitazioni di cucina; Le attività più propriamente grafiche, saranno finalizzate alla preparazione di scenografie, di decorazioni per varie feste e/o di espressione artistica personale. Il settimo obiettivo prevede, in particolare, semplici esercitazioni pratiche di cucina riconducibili ad ulteriori obiettivi: 1- autonomia nel soddisfare il bisogno primario dell’alimentazione 2- partecipazione alle scelte della propria nutrizione. 5. VIVERE L’AMBIENTE Obiettivi: 1- saper impegnare il proprio corpo in movimenti ( passeggiate, corse, salite, dicese) e percorsi non conosciuti (sentieri in montagna, nel bosco, nel prato); 2- saper osservare con la guida del volontario elementi naturali ed artificiali; 3- sapersi rapportare al gruppo con richiesta di informazione e/o comunicazione di conoscenze; 4- usare un comportamento adeguato alle situazioni in luoghi pubblici ( cinema, ristorante, mezzi di trasporto, etc.); 5- vedere il volontario come amico di viaggio che accompagna alla scoperta di cose nuove e come tramite per espandere il proprio ambiente verso altre realtà comunitarie senza ansia o chiusure preconcette. 6 Assistere a spettacoli circensi per rafforzare l’attenzione e condividere con la platea le emozioni Le escursioni a piedi o in bici; le visite guidate ai parchi, ai monumenti; la partecipazione a feste e sagre nei vari centri della VaI di Cornia; le uscite in barca; saranno opportunità di inserimento ed interazione con realtà sociali estranee al gruppo. 6. SOGGIORNI AUTOGESTITI Obiettivi: 1- sviluppo dell’autonomia e dell’autosufficienza, attraverso la cura dell’igiene e delle necessità del corpo; 2- socializzazione nel gruppo partecipando attivamente alla gestione del campo o della vita in barca; 3- acquisire fiducia in se stessi portando a termine compiti di utilità collettiva; 4- acquisire abilità in facili mansioni di cucina, di vela e pulizia degli ambienti; 5- sperimentare le capacità di adattamento del disabile a vivere in ambiente diverso da quello famigliare; 6- portare in famiglia nuove abitudine apprese dagli amici durante i soggiorni; 7- permettere alla famiglia attraverso queste brevi assenze di ritrovare più sereni rapporti di coppia. I periodi di vacanze autogestite avranno una durata di circa 8 o 10 gg. Nel mese di giugno è prevista una crociera in barca a vela nell’arcipelago toscano, in luglio un soggiorno in una località montana dell’Appennino. |